E’ Marco Belinelli il vincitore del primo, storico, derby italiano nella storia della Nba. I suoi Golden State Warriors espugnano Toronto, battendo i Raptors di Bargnani che pure, rispetto all’altro azzurro, raccoglie le cifre più significative: 12 punti (5/10 dal campo) e 3 rimbalzi in 20 minuti di gioco.
Peccato che coach Sam Mitchell lo dimentichi in panchina proprio nell’ultimo quarto, quando i Warriors piazzano l’allungo decisivo. Don Nelson, da parte sua, regala a Belinelli le briciole, : appena 3 minuti e 54 secondi in campo nel secondo quarto (in contemporanea con il “Mago”) con 0/1 al tiro e zero punti a referto. Insomma, per trovare sul parquet dell’Air Canada Centre un po’ d’azzurro bisogna metterci buona volontà, ma la festa alla fine c’è stata, e di sicuro arriveranno tempi migliori per i nostri ragazzi chiamati a sgomitare per un po’ di spazio sotto i canestri d’Oltreoceano.
Festa tricolore, quindi: ai tifosi dei Raptors vengono distribuite 10mila bobbleheads, bamboline con il testone snodabile, raffiguranti Andrea Bargnani.
La squadra di coach Mitchell scende in campo con le stesse divise utilizzate a ottobre nell’Nba Tour di Roma, con un tricolore disegnato sui fianchi, mentre lo speaker dell’Air Canada Centre pronuncia alcune frasi d’incitamento in italiano, e un’intervista incrociata a Bargnani e Belinelli viene mandata in onda sui maxischermi nel pre-partita. L’Nba, in poche parole, si è accorta dei due azzurri e della loro sfida all’insegna del Bel Paese: un risultato non da poco, soprattutto in termini di immagine e considerazione. In cerca di spazio sul parquet – In campo, in realtà, i segnali che lanciano i due azzurri sono contraddittori.
Tra i Raptors, Bargnani parte dalla panchina (infortunato Nesterovic, Mitchell gli preferisce il centro ex Maccabi Maceo Baston), come d’abitudine nelle ultime gare. Andrea entra in campo dopo 8 minuti, commette subito un fallo a rimbalzo offensivo, ma segna anche 7 punti in 11 minuti. E nel secondo quarto il derby è servito, quando Nelson regala 4 minuti in campo a Belinelli. Andrea e Marco si incrociano in campo per poco più di un minuto. Il “Beli” sbaglia una tripla, poi per il resto è ai margini del gioco dei Warriors, in attesa di palloni buoni che non arrivano mai. L’epilogo: decide il Barone – Il Beli viene poi richiamato in panca da dove non si staccherà più, per Andrea invece ancora un passaggio in campo, a metà del terzo quarto, con un paio di bei canestri e 3 rimbalzi, prima che Mitchell lo richiami fuori per lasciargli vedere da bordocampo le fasi che decidono il match. Sono 9 punti consecutivi di Baron Davis (16 in totale) nell’ultimo quarto a decidere la gara a favore dei Warriors. Toronto (Ford 29 punti, Bosh 11 e 11 rimbalzi) paga gli errori da 3 punti (3/21) e le cervellotiche difese di Mitchell, incapaci di limitare l’attacco di Golden State.
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