Sconfitta per i Raptors contro una delle più serie contenders al titolo, ma vari segnali di vita e di miglioramento, da Bargnani in primis.
Mitchell decide infatti di ridare fiducia ad Andrea inserendolo in quintetto a scapito di Baston (che passa dallo starting five ad un DNP… come NON gestire uno spogliatoio) e la risposta del Mago è eclatante: al momento della sua uscita dal campo dopo 2′ nel secondo quarto il tabellino recita 14 punti e 3 rimbalzi, frutto di buoni tiri e di un atteggiamento più attivo e aggressivo, anche in difesa; notevoli in particolare la terza tripla della serie, a segno in fade away da oltre 8 metri, e un paio di rimbalzi catturati di pura voglia, lottando e toccando la palla 3-4 volte. Al ritorno in campo per gli ultimi 4 minuti del primo tempo Bargnani sembra ancora ben presente e contribuisce immediatamente con un gran canestro dai 5 metri, con Toronto che va negli spogliatoi in vantaggio di 14.
Il terzo quarto mostra però tutti i limiti e i problemi della situazione che si è venuta a creare in casa Raptors: la palla la vedono solo Ford e Bosh, neanche l’ingresso di Calderon cambia la situazione (segno che forse certe indicazioni arrivano “dall’alto”…) e i Mavs guidati da Howard e Nowitzki erodono lentamente il gap fino a pareggiare e portarsi in vantaggio negli ultimi secondi di gioco con un Dirk in versione extralusso, che segna 12 punti in 4 possessi, 4 triple (una in punta, una da sinistra e le altre due da destra, l’ultima sulla sirena di fine quarto… IRREALE!!!) ottimamente assistite da Terry che spezzano le gambe ai canadesi; i 7 punti di scarto in pratica restano tali fino alla conclusione, grazie alla lucidità e al sangue freddo ancora una volta di Nowitzki e Terry, che mantengono i Raptors a distanza dando l’impressione di avere perfettamente sotto controllo la situazione.
Andrea ovviamente paga il fatto di non avere praticamente più la palla in mano, la mano si raffredda e l’intensità del suo contributo cala vistosamente anche a rimbalzo e in difesa, ma la risposta alla partenza in quintetto è stata assolutamente convincente; ha dato così prova di avere un gran carattere ed ha dimostrato che evidentemente le difficoltà delle ultime partite non dipendevano dal suo contributo e dal suo approccio mentale (o almeno non solo, come invece le decisioni del coach facevano intendere). L’atteggiamento di Mitchell continua ad essere difficilmente spiegabile, ma parlando in modo piuttosto nazionalistico direi che se non altro sembra che Andrea non sia più il capro espiatorio… Che sia dovuto intervenire anche quest’anno Gherardini?
Dopo tre sconfitte consecutive i Raptors tornano alla W contro Philadelphia, grazie soprattutto a Chris Bosh e Anhony Parker ventellisti di giornata.
Buone notizie per i canadesi, un pò meno per gli italici… come preannunciato da coach Mitchell qualche giorno fa, Bargnani è stato tolto dal quintetto base per lasciar spazio a Nesterovic.
Mitchell ha tenuto comunque a precisare che non si tratta di una bocciatura del mago, che anzi continuerà ad avere il suo consueto minutaggio attorno ai 30 minuti per gara. Ieri ne ha collezionati 23, mettendo a segno 9 punti conditi con 2 rimbalzi e 2 assist, si può fare meglio, ma siamo solo ad inizio stagione e pure lo scorso anno la partenza non fu lanciata, per poi aumentare di colpi partita dopo partita.
Toronto torna con un record al 50%, ma l’impressione è quella di una squadra ancora imballata rispetto all’immagine dei Raptors della scorsa stagione. Probabile che come l’anno scorso Toronto riesca ad ingranare fra qualche settimana, magari in coincidenza con una migliore condizione di forma di Bargnani, elemento fondamentale per gli equilibri dei Raptors.
Andrea deve imparare a coesistere in maniera efficace con Chris Bosh, la stella della squadra ed il giocatore più pagato. Nessuno dei due è un centro vero e proprio, ma entrambi hanno le qualità per essere incisivi in attacco ed in difesa. Soprattutto l’aspetto difensivo sembra mancare rispetto alla passata stagione ai canadesi.
A tal proposito da segnalare i primi punti NBA per un giocatore spuntato come un fungo quest’estate, Jamario Moon. Il sottobosco americano è ricco di giocatori con caratteristiche fisico/atletiche da far girar la capoccia, ma senza la disciplina tecnico/tattica adeguata per indossare una delle 30 casacche.
Jamario in estate ha mostrato alla dirigenza di essere un giocatore pronto a mettere i suoi incredibili mezzi atletici a disposizione del coach per ogni evenienza, ha lottato nel training camp e ha passato l’ultimo taglio facendo la squadra a scapito di Luke Jackson.
Un’ala piccola atletica che difende, va a rimbalzo come matto e vien utile per andare in campo aperto dovrebbe essere l’identikit di Joey Graham, ma Jamario potrebbe rapidamente rubare la scena all’ex prima scelta.
E’ presto per far dei bilanci, aspettiamo qualche altra decina di partite, sperando che Andrea e i Raptors crescano fino a tornare sui livelli della passata stagione, quando battagliavano con tutti fino a conquistare i Playoffs.
Figuraccia dei Raptors di Bargnani, nella notte Nba, affondati dai Bucks per 112-85 e costretti alla loro seconda sconfitta consecutiva.
La squadra di casa inizia subito bene, scappando via dopo pochi minuti con un parziale di 14-0; I Bucks chiudono un primo quarto da incorniciare tirando con un incredibile 76% dal campo. Protagonista della serata il figliol prodigo Desmond Mason, autore di un perfetto 10/10 dal campo; buona anche la prova del punto interrogativo, proveniente dalla Cina Jianlian.
La partita dei Raptors è difficile da interpretare, con coach Mitchell che fa giocare ai suoi cinque titolari pochi minuti: il più utilizzato è Ford, con 23′ sul campo. Migliore, si fa per dire, della squadra canadese è Juan Dixon, che mette a referto 20 punti; da segnalare anche i 16+9 di un Humphries rimasto spesso in panchina nelle prime tre partite.
Partita da dimenticare per il mago, che gioca solamente 13 minuti, segna 5 punti, ma ritorna al suo problema originario: 4 falli che stroncano il suo minutaggio.
Nella notte, Orlando verificherà se quella dei Raptors è una mini-crisi passeggera o se coach Mitchell deve iniziare a preoccuparsi
Partita non bella, ma di grandissima intensità a Toronto tra due delle migliori squadre della Eastern Conference: hanno la meglio i Celtics dei nuovi big three con una tripla di Ray Allen 2.6 secondi dalla fine dell’ overtime, a sugellare una meravigliosa prova dell’ex Seattle. 33 punti con un pazzesco, pazzesco 7/11 dalla linea dei tre punti per lui.
Il primo quarto è a netto appannaggio di Boston, con i Raptors insufficienti offensivamente; ed è così anche per i successivi dodici minuti. Basti pensare alle stats dei due B-players: Bosh e Bargnani (non) concludono con un 0/12 dal campo imbarazzante.
Alla ripresa del gioco, Bargnani decide che è arrivato il suo momento: segna in palleggio arresto e tiro, fa 2/2 dalla lunetta e infila una tripla malgrado il fallo subito. Ma i Celtics non mollano, grazie anche alla buona prova di Eddie House.
Complice ancheil quinto fallo di Kevin Garnett, Toronto si rifà sotto: gli ultimi 2′ sono spettacolari per emozioni, e un grandissimo T.J.Ford ribatte colpo su colpo alle triple di James Posey. Con l’errore di Paul Pierce si va al supplementare.
E qui, ragazzi datemi la palla che vi faccio vincere, parola e musica del #21: 10 punti per lui, ridicolizzando Bosh e la vittoria sembra vicinissima per Boston. Ma mai sottovalutare Toronto, che torna in parità a 5″ dalla fine con una strepitosa tripla di un altrettanto strepitoso Ford.
5 secondi..risolti da Ray Allen con una triple delle sue. Bye bye Raps, questi Celtics son veramente forti!