Rinascita italiana
Finalmente una bella nottata di basket per i nostri due italiani. Record di punti per Bargnani e 7 punti in 14 minuti per Belinelli.
Raptors-Lakers 101-121
Career high di 28 punti per Andrea Bargnani, migliore dei Raptors, che non possono però nulla contro un superbo Kobe Bryant eccitato dall’imminente arrivo di Paul Gasol a Los Angeles da Memphis.
Kobe incanta l’Air Canada Centre di Toronto con 46 punti, mostrando ancora una volta tutto il suo repertorio fatto di azioni spettacolari, schiacciate, triple, rimbalzi e assist.
Nonostante ciò, prova importante del “nostro” Mago che supera il precedente career high contro Cleveland di due punti. L’azzurro entra subito in partita con una tripla ed una schiacciata. Attacca il canestro da tutte le parti con addirittura quattro schiacciate. In difesa riesce a farsi rispettare anche da uno come Odom, ma Bryant è incontenibile e lo stesso Mago ha cercato di spiegarlo nel dopogara: “Avremmo potuto fare un lavoro migliore su di lui, è compito dell’intera squadra difendere su uno come lui. Non si può fermare Bryant uno contro uno. Stasera è stato incredibile. Ogni volta che fermavamo lui, trovava un compagno libero”. Bryant infatti trova pronti al tiro i vari Farmar e Vujacic che nel momento chiave dell’incontro infilano due triple a testa che conducono così i Lakers alla vittoria finale.
Sfortunatamente quindi i Raptors si imbattono in un Bryant in gran forma che nel corso dell’incontro, oltre a giocare, comincia anche a “recitare”; dedica canestri ai tifosi, sbeffeggia gli avversari, distrae Bosh che sbaglia il tiro libero, e infine dopo il trionfo si concede pensino per una foto con i suoi fans.
Soddisfatto comunque coach Mitchell per la prova del Mago: ” Andrea è quello che ha attaccato il canestro di più, come io gli avevo detto di fare. Deve continuare a migliorare nei rimbalzi e in difesa. Andrea ha ritrovato quella scintilla negli occhi e sta riprendendo fiducia. I tiri ricominciano ad entrare, ma la cosa importante è che stasera non si è accontentato del tiro dal perimetro, ma ha anche attaccato il canestro. Deve continuare così perché mette pressione addosso alle difese avversarie”.
Warriors-Bobcats 127-96
All’Oracle Arena di Oakland nel frattempo Golden State passeggia contro Charlotte e c’è gloria, finalmente, anche per Belinelli.
Don Nelson che lascia a casa il nuovo arrivato Chris Webber e visto il dominio assoluto dei Warriors nei primi due quarti, può permettersi anche di far rifiatare Baron Davis, incredibilmente non convocato per l’All Star Game, e concede 14 minuti al Beli che non si lascia sfuggire l’occasione mettendo a referto sette punti, conditi da 2 assist e persino un rimbalzo ed una tripla superba, dopo la quale l’ex Fortitudo riceve applausi a scena aperta dal pubblico che speriamo possano essere un’iniezione di fiducia per il futuro.
Si divertono quindi, i Golden State che confermano così la loro ascesa in Western Conference.
Davide Scandura
posted in Nba Awards by Davidescandura | 2 Comments
Brutto periodo per gli italiani della Nba.
Tabù Cleveland, Ohio: i Raptors perdono la sesta partita consecutiva nella casa di Lebron, dopo una bellissima partita.
E’ Marco Belinelli il vincitore del primo, storico, derby italiano nella storia della Nba. I suoi Golden State Warriors espugnano Toronto, battendo i Raptors di Bargnani che pure, rispetto all’altro azzurro, raccoglie le cifre più significative: 12 punti (5/10 dal campo) e 3 rimbalzi in 20 minuti di gioco.
Tra i Raptors, Bargnani parte dalla panchina (infortunato Nesterovic, Mitchell gli preferisce il centro ex Maccabi Maceo Baston), come d’abitudine nelle ultime gare. Andrea entra in campo dopo 8 minuti, commette subito un fallo a rimbalzo offensivo, ma segna anche 7 punti in 11 minuti. E nel secondo quarto il derby è servito, quando Nelson regala 4 minuti in campo a Belinelli. Andrea e Marco si incrociano in campo per poco più di un minuto. Il “Beli” sbaglia una tripla, poi per il resto è ai margini del gioco dei Warriors, in attesa di palloni buoni che non arrivano mai. L’epilogo: decide il Barone – Il Beli viene poi richiamato in panca da dove non si staccherà più, per Andrea invece ancora un passaggio in campo, a metà del terzo quarto, con un paio di bei canestri e 3 rimbalzi, prima che Mitchell lo richiami fuori per lasciargli vedere da bordocampo le fasi che decidono il match. Sono 9 punti consecutivi di Baron Davis (16 in totale) nell’ultimo quarto a decidere la gara a favore dei Warriors. Toronto (Ford 29 punti, Bosh 11 e 11 rimbalzi) paga gli errori da 3 punti (3/21) e le cervellotiche difese di Mitchell, incapaci di limitare l’attacco di Golden State.