30th
October
2007
In una conference-call organizzata dal suo sponsor Nike, la guardia dei Warriors ha voluto esprimere le sue sensazioni alla vigilia dell’esordio in Nba.
“Sento tanta emozione. Giocare nella Nba è sempre stato il mio sogno fin da quando avevo otto anni, e adesso mi ritrovo che sto per giocare la prima partita di una stagione regolare che ne ha 82. Provo tante sensazioni però non posso dire adesso come sarà, prima devo aspettare di andare in campo. Appena ho messo piede dentro allo spogliatoio, ho visto lo spazio a me riservato con la scritta ‘Marco Belinelli, Golden State Warriors’ e in quel momento ho pensato che ce la posso fare, e che sono sulla strada giusta anche se qui devo ancora dimostrare chi sono”.
Del mondo del basket americano lo ha colpito soprattutto “l’organizzazione, che è incredibile, a partire da un calzino. Da noi quando ne hai bisogno devi chiederli, qui non serve: loro sono nel tuo cervello e sanno cosa ti metti, e di cosa hai bisogno per i tuoi piedi e le tue mani. C’è sempre qualcuno che pensa a tutto, quando arriviamo in albergo, mezz’ora dopo c’è la tua borsa fuori dalla porta”. Un’altra differenza con l’Italia è a livello di basket giocato: “La loro mentalità è che prendi il rimbalzo, corri e fai canestro il prima possibile. Non è come da noi, che devi giocare 24 secondi altrimenti l’allenatore si arrabbia”.
“L’eliminazione con l’Italia agli Europei non è stata una bella cosa, ma morto un Papa si va avanti lo stesso. Finita la partita con la Germania (l’ultima degli azzurri, ndr) io pensavo già a fare bene nella Nba. E’ andata male, e venivo anche da un anno alla Climamio dove anche lì era andata male, con molte sconfitte e altrettante critiche. Qui mi sento un altro, perché il mondo è diverso: non ci sono gruppi di tifosi come la Fossa, ma un palazzo pieno di gente che ti ama e ti aiuta anche nei momenti critici. Questo molte volte in Italia non succedeva”
Qualche parola anche su Gallinari..
“Ci sono giovani che devono crescere, come lo stesso Gallinari: vedo che è un ragazzo deciso a provare la carta della Nba, e ne abbiamo anche parlato. Gli ho ricordato che io ho giocato per tanti anni in Eurolega ed è stata un’esperienza utilissima, perché mi ha fatto sentire più pronto. L’Eurolega è di un livello veramente alto, non come l’attuale campionato italiano, e bisogna giocarla minimo due-tre anni per capire chi sei veramente”.
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posted in Interviste Belinelli by Rodmanalbe |