Buona domenica a tutti i lettori del sito. L’articolo che sto postando è il primo di una lunga serie che seguirà la nostra nuova linea editoriale. Come scritto dal direttore infatti Bargnanifanclub.playitusa.com da questa stagione decide di fare un grande servizio ai lettori ampliando notevolmente il range d’azione, decidendo di seguire, oltre alle avventure del Mago, anche la prima stagione nel Nuovo Mondo di Marco Belinelli, i giovani italiani con già il biglietto di solo andata verso l’America e anche quelli che, invece, sono ancora in erba, ma pronti ad emergere sotto gli occhi di tutti da un momento all’altro. Oggi il vostro scriba analizza la figura del maggiore talento nazionale attualmente in Italia, ladies & gentleman, Danilo Gallinari!
Danilo Gallinari nasce a Sant’Angelo Lodigiano l’8 Agosto del 1988 (8/8/88). Il padre Vittorio è stato uno dei grandissimi gregari della Banda Bassotti di Coach Peterson. la Tracer Milano dei D’Antoni, dei Premier, dei McAdoo, dei Meneghin. Ecco, pensando alle gesta del giovane Danilo, il lettore immaginerà che il padre abbia perlomeno passato parte del talento ed in effetti è stato così, ma non si parla di partenze in palleggio, tiro da 3 e conclusioni “jordanesche”, bensì di grinta in difesa, lotta su ogni pallone, canestri dalla spazzatura, recuperi tra il pubblico. Ebbene si, il padre di uno dei più grandi talenti italiani attualmente in circolazione era un giocatore senza un grande talento offensivo, ma con un cuore immenso e, scusate l’oxfordiano, “du’palle così”. Il fatto che Danilo sia nato l’8/8/88 è quindi di ottimo auspicio per quelle caratteristiche…
Dopo la trafila nelle giovanili arriva l’esordio in serie B a CasalPusterlengo nel 2004-2005 (a 16 anni) in B1 dove mostra di avere un grande talento e, soprattutto, una maturità inaudita per un giovincello sbarbato. L’Armani Jeans Milano, grazie agli ovvi buoni rapporti con il padre procuratore, lo tessera con un triennale prima di cederlo in prestito per un anno in serie A2 all’Edimes Pavia dove dimostra straordinarie doti come realizzatore prima di fermarsi per metà stagione per un brutto problema alla caviglia.
L’approdo l’anno successivo all’Armani Jeans Milano di coach Djordjevic è quindi circondato sia da una grande eccitazione per le splendide doti mostrate dal giovanotto (soprattutto la leadership e la maturità), sia dalla preoccupaziuone per un infortunio che, seppur non gravissimo, lo ha comunque tenuto fermo tantissimo tempo.
Le nubi vengono in fretta scacciate da una stagione eccezionale chiusa con oltre 10 punti a partita in circa 25 minuti di utilizzo, cifre aumentate nel corso dei playoff. Il punto più alto viene raggiunto nel corso delle final eight dove, contro la Virtus Bologna, Danilo mostra a tutto il mondo cosa è capace con 26 punti e alcuni canestri davvero impressionanti per talento.
Da li in poi, complici assurde gelosie di qualche americano all’interno dello spogliatoio, la stagione di Gallinari diventa più dura con pochi palloni giocabili in attacco e spesso al ventiquattresimo secondo. Ma è proprio in questi momenti che si nota la maturità di Danilo che dimostra di sapersi ergere a protagonista in difesa. Un esempio è la partita contro Biella dove il suo attuale compagno Reece Gaines bombarda di triple eludendo la marcatura dello specialista difensivo Gigena. Djordjevic ha l’intuizione giusta, Gallinari su Gaines e al talento americano viene messa la museruola.
Finita la comunque ottima stagione italiana per Danilo è tempo della prima esperienza Nazionale in vista degli Europei, con il noto infortunio al ginocchio durante un’amichevole di preparazione. Fortunamente nessun interessamento dei legamenti, ma gli Europei rimangono un sogno.
L’inizio della stagione 2007/2008 è travagliato, alla seconda partita stagionale infatti Gallinari subisce un infortunio alla spalla e, da quando è ai box, l’Armani Jeans ha perso 6 partite consecutive, con contestazioni dei tifosi, licenziamento dell’allenatore e dimissioni del general manager. Una situazione simile a quella avuta da Marco Belinelli la scorsa stagione. A Danilo la soluzione, mostrare la sua innata leadership o affondare con il resto della squadra, ma visti i precedenti sono pronto a metterci la mano sul fuoco, comunque vasda a finire Danilo sarà il primo a tuffarsi su ogni pallone, come papà Vittorio gli ha certamente insegnato!