I Dolori del Giovane Marco
Va beh, titolo a parte (venghino siòri venghino, si accettano insulti e calunnie di ogni tipo per la scelta del testo da citare e per le modalità della citazione stessa),
quel che è certo è che Belinelli non se la stia passando proprio bene, soprattutto nell’ultima settimana, che gli ha portato la ben poco gratificante sensazione di vedere una partita da bordo campo in borghese col suo nome ben in vista nell’elenco dei 3 giocatori in inactive list anzichè nel referto del match.
D’altronde è anche difficile trovare un responsabile o addirittura un colpevole della situazione: Marco è un giocatore che dà il massimo toccando spesso il pallone e soprattutto è tiratore di striscia, quasi naturale che utilizzarlo col contagocce come sta facendo Don Nelson non gli consenta di scaldarsi ed entrare in ritmo, ovviamente serata di Boston a parte (anche a costo di essere ripetitivo… mi ripeto, è stata un’enorme occasione sciupata). Dal punto di vista dell’allenatore, beh, siamo la squadra più calda della lega dopo Orlando, otto vittorie nelle ultime 9 partite con vittime quali Raptors, Suns e Rockets; il nostro punto di forza è la chimica, tanto importante quanto delicata, e al di là delle prestazioni dei singoli non voglio rischiare di rompere il giocattolo; ad ovest i rivali sono tanti e forti, vinciamo finché ci è possibile, anche a costo di spremere 7/8 giocatori impiegandone alcuni anche per 40′ a partita; il ragazzo che tanto mi aveva entusiasmato non più tardi di due mesi fa non mette un tiro ed al momento non ha altri modi di rendersi utile, ragione in più per non modificare di una virgola le rotazioni.
Stesso discorso ovviamente si può fare per Brendan Wright, scelto alla n°8 nell’ultimo draft e che pur con tutte le distinzioni del caso -ruolo e quindi sistema di gioco, “prontezza” a certi livelli, diverso investimento da parte della società- sta vivendo la stessa identica situazione di Marco; le considerazioni sull’ex North Carolina sono l’occasione per dare spazio al mio inguaribile ottimismo (basta andarsi a rivedere le previsioni di inizio stagione… ehm… sì… andiamo avanti) e cercare la luce in fondo al tunnel con una rapidissima analisi sulla situazione degli altri rookies scelti al primo giro: premesso che era ampiamente preventivato e preventivabile che tra i primi 11 e gli altri ci sarebbero state grandi differenze in termini di contributo a breve termine e non solo e che anche Hawes, Conley (prima dell’infortunio) e a sorpresa -almeno del sottoscritto- Noah e Brewer stanno faticando a trovare lo spazio adeguato, ecco le cifre dei pupi rimasti fuori dalla top ten:
- 12. T.Young (PHI): 8.3 min, 3.6 punti, 2.6 rimbalzi, 10 partite giocate su 14
- 13. J.Wright (NOR): 5 mpg, 1.6 ppg, 1.5 rpg, 8/16
- 14. A.Thornton (LAC): 16.8 mpg, 5.8 ppg, 3.5 rpg, 31% dal campo, 11/13
- 15. R.Stuckey (DET): fuori per infortunio, non ha ancora esordito nella lega
- 16. N.Young (WAS): 13.3 mpg, 6.8 ppg, 38% fg, 13/15
- 17. S.Williams (NJN): 19.5 mpg, 8.3 ppg, 4.6 rpg, 62% fg, 2.2 blk, 12/15
- 18. M.Belinelli (GSW): 9.2 mpg, 2.3 ppg, 23% fg, 10/15
- 19. J.Crittenton (LAL): 6.0 mpg, 3.3 ppg, 4/15
- 20. J.Smith (PHI): 17.2 mpg, 5.4 ppg, 3.5 rpg, 14/14
- 21. D.Cook (MIA): 18.9 mpg, 10.4 ppg, 50% fg, 7/14
- 22. J. Dudley (CHA): 13.4 mpg, 4.8 ppg, 3.7 rpg, 46% fg, 14/14
- 23. W.Chandler (NYK): 2 partite giocate (discretamente)
- 24. R.Fernandez (POR): altro anno in Spagna per lui
- 25. M.Almond (UTA): 3 brevissime comparsate
- 26. A.Brooks (HOU): 3 minuti nella lega
- 27. A.Afflalo (DET): 11.5 mpg, 3.5ppg, 42% fg, 13/14
- 28. T.Splitter (SAS): vedi Fernandez, ma al Tau
- 29. A.Tucker (PHO): NBDL dopo 2 apparizioni in campo
- 30. P.Koponen (POR): ancora in Finlandia
Sean Williams (precipitato alla 17, ma che vale ampiamente i primi 10 e deve “solo” restare lontano dai guai fuori dal campo) è certamente il migliore, seguito da Smith, Dudley, Thornton, Nick Young e Afflalo, che con alterne fortune hanno comunque conquistato un discreto spazio, sempre comunque nell’ordine dei 10-15 minuti ad allacciata di scarpe; c’è poi Cook, che gioca raramente, ma si sta dimostrando un ottimo realizzatore, ma per il resto si nota solo una gran fatica ad emergere, la stessa che sta incontrando Belinelli.
Tutto ciò per concludere che non è il caso di drammatizzare, la ricetta è la solita, impegno totale in allenamento e capacità di sfruttare le opportunità che si presenteranno (infortuni, altrui cali di forma, interi quarti di gioco di garbage time, etc.), con la consapevolezza che i suoi compagni di sventura della classe del 2007 sono nella sua stessa identica situazione, anzi, forse il più scontento di tutti è proprio il suo compagno di squadra Wright. Quindi forza Marco, tieni duro, che sarebbe stato difficile si sapeva, da luglio a ottobre ci eravamo illusi e forse lo avevi fatto anche tu, ma la stagione è lunga e le opportunità di mettersi in mostra e di far bene ci saranno, solo cerca di raddrizzare un po’ la mira e fatti trovare pronto…
posted in A Ruota Libera by Fazz | 0 Comments

Tabù Cleveland, Ohio: i Raptors perdono la sesta partita consecutiva nella casa di Lebron, dopo una bellissima partita.
Dal nostro punto di vista poco da aggiungere al precedente recap: nella notte al Wachovia Center di Philadelphia vittoria Warriors ai supplementari con tripla di Azubuike perfettamente servito da un Davis in serata “normale” (22+7+6+4 rubate), Monta Ellis tornato a pieno regime e Belinelli seduto a guardare, come del resto era abbastanza prevedibile. E con il Most Improved Player uscente in queste condizioni si fa sempre più dura…