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La storia dei Raptors - Part II

Fidy Says

La storia dei Raptors - Part II

25th October 2006

Tutto cominciò il giorno del draft 1998 quando Toronto e Golden State decisero di scambiarsi le scelte, a Golden State arrivò Antawn Jamison, esplosivo tweener tra ala piccola e ala grande, a Toronto da North Carolina giunse colui che segnò la franchigia dell’Ontario nel bene e anche nel male, Vince Carter. Per far capire anche a chi non mastica tanto la pallacanestro americana, pensate all’arrivo di Ronaldo all’Inter nel 1997, l’effetto fu uguale sia in campo che nel merchandising

La franchigia, come dicevo nell’articolo precedente, era formata da ottimi talenti e qualche mestierante dal basso stipendio. Carter trasformò la franchigia che sfiorò i playoff per la prima volta nella sua storia. Nella stagione famosa per il lookout, fu nominato Rookie of the year e addirittura giocatore della settimana in Aprile. Dietro di lui Doug Christie, Dee Brown ed un sempre più promettente McGrady lasciavano intravedere molta luce per gli anni a venire.

La conferma arriva nella stagione successiva dove i Raptors grazie all’arrivo di Antonio Davis e Charles Oakley concludono la stagione con un soddisfacente record di 45-37 e accedono ai Playoff per la prima volta nella loro giovane storia. I vecchi volponi Knicks faranno pagare lo scotto del noviziato ai Raps sconfitti al primo turno in 3 gare. Per Carter una splendida stagione a più di 25 punti di media e la partecipazione all’ all-star-game di Oakland che rimarrà impresso nelle menti degli appassionati per anni. Anche il cuginetto McGrady fece una stagione eccezionale che lo portò a chiedere cifre esorbitanti in sede di rinnovo contrattuale. La dirigenza sapeva di non potersi permettere di tenere sia Carter e McGrady, così a malincuore lasciò andare il secondo.
La stagione 2000-2001 fu la migliore stagione dei Raptors vicini più di quanto si pensi alle finali NBA. La squadra era molto più quadrata con gli arrivi di Alvin Williams e Chris Childs in cabina di regia, Keon Clark sotto le plance e il rookie Morris Peterson come ala.   Fece clamore lo scambio che portò Williamson in cambio di Doug Christie, insomma l’idea del GM dei Raptors era “diamo la leadership a Carter” e così fu.

47-35 in regular season grazie ad un finale incredibile dovuto anche all’acquisizione di Keon Clark in cambio di Kevin Willis, e del cagnaccio Jerome Williams in cambio dell’appena arrivato Williamson.

Toronto cambiò faccia e si presentò ai playoff con la speranza di passare almeno un turno. Gli avversari furono ancora i Knicks, ma la musica era cambiata rispetto all’anno precedente e grazie ad un ottimo Alvin Williams i Raptors vinsero in 5 gare. La serie di semifinale di conference fu un gioiello per palati sopraffini con Carter e Iverson a cercare di superarsi in un duello esaltante. Vinse Phila in sette gare, decisivo fu l’errore di Vince all’ultimo secondo di gara 7. Paradossalmente da quel tiro cominciò il lento declino della franchigia di Toronto.
La stagione successiva partì con i migliori auspici, la parola “titolo nba” si cominciava a dire sottovoce, la speranza dopo la splendida stagione passata di migliorarsi di uno step era plausibile.

Arrivò anche Hakeem Olajuwon ad aiutare Antonio Davis sotto le plance. La stagione partì benissimo sino all’infortunio in Febbraio di Carter, da lì dirigenti e tifosi cominciarono a pensare alla lotteria, peccato che i giocatori, orfani della stella, pensassero ancora all’incredibile qualificazione ai playoff. Guidati da Williams, Davis e Clarck i Raptors vinsero 12 delle ultime 14 e si qualificarono ai playoff dove vennero battuti in 5 gare tiratissime dai Pistons che erano i leader dell’Eastern Conference.
La stagione 2002/2003 fu una beffa. Si infortunarono Carter nuovamente, ma anche Antonio Davis, Lemond Murray  e il nuovo acquisto Lindsey Hunter.

La stagione andò a Sud di conseguenza, il record finale fu addirittura di 24-58, un contrappasso incredibile considerando quello che Toronto aveva fatto nei 3 anni precedenti.
Rinnovamento, fu questa la parola d’ordine del GM Grunwald per la stagione 2003/2004. Dal draft arrivò Chris Bosh, un’ala grande molto magra ma dalla grande esplosività. Peccato che fu costretto a giocare da centro per praticamente tutta la stagione. L’inizio non fu esaltante e Grunwald a Febbraio cercò di trovare la “mossa” per cambiare il volto della stagione. Jerome Williams, Antonio Davis e Chris Jeffries a Chicago in cambio di Jalen Rose, Doynell Marshall e Lonny Baxter. La trade non ebbe un grande effetto e I Raptors finirono una stagione anonima con un record di 33-49.

Grunwald fu licenziato mentre Kevin O’Neill si dimise da capo allenatore.
La stagione 2004-2005 si apre con l’assunzione come general manager di Rob Babcock e di Sam Mitchell come allenatore. Nel draft Toronto non si dimostra oculata come negli anni precedenti scegliendo il centro brasiliano Rafael Araujo. Vince Carter dopo l’ennesimo problema fisico, sembrava l’ombra di se stesso e cominciò a chiedere di essere ceduto. E così fu, il 17 Dicembre 2004 approdo a New Jersey in cambio di Eric Williams, Aaron Williams, 2 prime scelte e Alonzo Mourning che probabilmente a Toronto non c’è neanche passato vicino.

Finisce così l’era Carter, lasciando Toronto in un futuro con più ombre che luci. Le ombre erano quelle di un mercato canadese in forte calo, di una squadra con poche stelle e molti punti di domanda per il futuro (Bosh, Peterson e poi?). Come è andata a finire la stagione 2004/2005 e come i Raptors sono arrivati a scegliere Andrea Bargnani lo saprete la prossima puntata

Poz

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La storia dei Raptors - Part I

25th October 2006

Siamo nel 1993, qualche mese prima del momento in cui il mondo intero rimase allibito dalla conferenza stampa in cui Michael Jordan, uno dei migliori giocatori della storia, annunciava il ritiro dalla pallacanestro dopo la morte di papà James.

In quei momenti David Stern aveva deciso di allargare la famiglia NBA aggiungendo due squadre canadesi, da lì a poco nacquero i Toronto Raptors e i Vancouver Grizzlies.
Isiah Thomas fu nominato Presidente esecutivo…

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